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La più bella chiesa di questa parte della montagna pistoiese. L'imponente costruzione dedicata a San Michele Arcangelo è il frutto di numerosi interventi che si sono succeduti a partire dal XIII secolo. La sua forma attuale risale alla fine del 1700, quando fu costruita la facciata in pietra serena scandita da cornici e lesene, caratterizzata da un portale arcuato, delimitato da due colonne e incassato nella massa muraria. Le linee morbide e sobrie del prospetto rispecchiano curiosamente il profilo del monte di Torri, il monte Lavacchio (1096 m), visibile alla sua destra verso sud.

Addossata al lato interno della facciata, sopra la porta di ingresso, vi è una bella cantoria lignea con un maestoso organo settecentesco rifatto nel 1794 da Pietro Agati, famoso organaro pistoiese: con questo strumento restaurato venti anni fa, musicisti provenienti da ogni angolo del mondo eseguono, ogni anno, concerti emozionanti.

Le tre navate della chiesa luminosa, che si rifà internamente a canoni rinascimentali toscani, convergono su altrettanti altari seicenteschi di pietra serena: su quello della navata centrale spicca un quadro di buona fattura raffigurante il santo titolare, copia di un celebre dipinto del bolognese Guido Reni, alla cui scuola anche questo dipinto è attribuibile.

A fianco della chiesa merita attenzione anche il grande edificio della canonica, frutto di rifacimenti settecenteschi, seguiti ad un incendio che distrusse anche gli archivi parrocchiali, nel 1642: il suo impianto planimetrico, articolato intorno ad una vasta sala centrale affacciata a sud, è tipico di altre importanti case, non solo di Treppio.

Nicola Giuntoli, in "Storie della Sambuca" 2001

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