Architettura Rurale
di Bill Homes
in "Le Valli della Sambuca" 1999casaOsservando queste montagne ormai ricoperte di fittissimi boschi, è forse difficile per noi che viviamo alla fine del XX secolo, immaginare l'esistenza condotta dai loro abitanti in una civiltà così completamente autonoma quale fu per molti secoli quella tipica di questi luoghi.
Tuttavia, le costruzioni rurali che ancora ci rimangono, ci aiutano in qualche modo a capire quel tipo di civiltà e l'intimo rapporto che si era stabilito fra gli abitanti della montagna ed il loro ambiente, splendido sì, ma talvolta ostile, e rappresentano sia una testimonianza che un simbolo di quella loro simbiotica relazione.
Questi edifici rurali sono costruiti con le pietre ed il legname della montagna stessa; soltanto il metallo per fare i chiodi ed i cardini delle porte veniva portato da fuori: qualsiasi altro materiale era del luogo.

capanna a Falabuia

mulino della Casina, nella valle del Limentrella

I muri venivano fatti con sassi e terra impastata, i pavimenti con travicelli e tavole di castagno, il tetto con travi e tavolame di castagno ricoperti con lastre di pietra.

Lo stretto rapporto fra i luoghi ed i materiali con cui si costruiva, insieme con la loro diretta rispondenza alle funzioni per le quali venivano creati, fanno apparire questi edifici come un qualcosa che sia cresciuto spontaneamente sui versanti di queste montagne e ne sia parte integrante.

Una caratteristica della maggior parte di queste costruzioni è che esse sono a due piani e sono edificate su terreno scosceso, spesso su puntoni di roccia, in modo da permettere l'accesso a ciascun piano dal terreno adiacente.

casetta della vecchia di Bastiano (ovile) interno di un seccatoio (caniccio) a Casa Sedoni

Le funzioni a cui questi edifici assolvevano, erano principalmente finalizzate agli abbondanti prodotti ottenuti dal castagno. Infatti il castagno, oltre che come materiale da costruzione, veniva sfruttato come fonte di cibo (farina e castagne) e come combustibile (carbone e legna) che servivano sia per uso domestico che per essere commercializzati.
Gli esempi che seguono illustrano i vari tipi di costruzioni che avevano a che fare con la produzione di queste risorse.

seccatoio

Seccatoi

Le castagne, prima di essere macinate, dovevano essere essiccate. Per impedire che si deteriorassero, ciò doveva avvenire entro poche settimane dalla raccolta. Per questo motivo ogni gruppo di case, spesso ogni famiglia, aveva bisogno del suo seccatoio. Esso talvolta veniva costruito in mezzo al bosco, talvolta era adiacente all'abitazione. Il pavimento del primo piano era fatto di assicelle di legno leggermente distanziate fra loro. Le castagne vi venivano sistemate in spessi strati e sotto di esse, al piano terra, veniva acceso il fuoco per cui il calore, salendo verso l'alto, essiccava lentamente le castagne. Il calore residuo ed il fumo uscivano attraverso apposite aperture.

 

Mulini

Dopo essere state essiccate, le castagne venivano portate al mulino per essere macinate.
Il sistema usato per far ruotare la macina sfruttando l'acqua corrente, era determinante nella progettazione del mulino. Esso infatti doveva essere situato in una posizione dove fosse possibile costruire un canale (gora) che avrebbe portato l'acqua dal torrente fino ad un piccolo bacino di raccolta adiacente al mulino (bottaccio). Da qui l'acqua veniva convogliata fin sotto la volta del mulino dove faceva girare una ruota a pale (ritrecine) e poi rifluiva verso il torrente.
La ruota era collegata direttamente alla macina per mezzo di un montante di legno, il che significava che la macina girava alla stessa velocità della ruota.
Questo sistema di far girare la ruota, sfruttava in modo molto efficiente l'energia dell'acqua a disposizione, ma, a causa della mancanza di ingranaggi, il processo era piuttosto lento. Il sommarsi della lentezza dell'operazione con la necessità di macinare le castagne entro un periodo di tempo relativamente breve dopo che erano state essiccate, faceva sì che ci fosse bisogno di un notevole numero di mulini nella zona e spiega il fatto che ve ne fossero molti sparsi un po' dovunque.

 

carbonili

 

carbonili

Carbonili

Prima dell'avvento del gas in bombole, il carbone era il principale combustibile usato per cucinare, ed era perciò un prodotto molto prezioso che veniva anche commercializzato al di fuori della montagna.
La sua produzione richiedeva una vigilanza continua, sia di notte che di giorno, per regolare la combustione e per impedire che la legna, bruciando completamente, diventasse cenere.

Una volta fatto, il carbone doveva essere mantenuto asciutto ed a pezzi interi (i pezzi piccoli e la polvere non avevano valore) per cui il carbonile doveva essere costruito in modo da far sì che il prodotto mantenesse le sue qualità. Il carbone veniva posto in sacchi di iuta (balle) e trasportato a dorso di mulo dalla piazza carbonaia ai carbonili dove, tolto dalle balle, restava fino a che non veniva commercializzato.
Ancora a dorso di mulo veniva trasportato fino alle strade camionabili: per questo motivo era indispensabile che i carbonili fossero posti vicino alle mulattiere.

 

Stalle

Passeggiando nella zona della nostra montagna, capita spesso di imbattersi in gruppi di conifere in mezzo a boschi che sono invece tipicamente cedui. Queste conifere sono state piantate, dopo che la montagna fu abbandonata dai suoi abitanti che si erano trasferiti in pianura, negli spazi che, per secoli, erano stati usati come seminativi e pascoli. Vicino a questi campi c'erano spesso piccole stalle, che servivano come riparo per gli animali al piano terreno e come fienili al piano superiore. Il fieno aveva anche la funzione di riparare dal freddo gli animali.

stalle

 

tabernacoli

Tabernacoli (verginine)

Ai lati dei sentieri di montagna, si trovano spesso tabernacoli. Di solito essi sono costruiti agli incroci e dove il sentiero cambia direzione.
Quello riprodotto a destra è particolare in quanto conserva ancora le immagini originarie di Cristo e di S. Antonio.
Sui tabernacoli si trovano spesso incise le iniziali dei loro costruttori, la data di costruzione ed una breve scritta.

 

Edifici religiosi

Più familiari a noi di quanto lo siano gli edifici dove si lavorava per provvedere al benessere materiale dei montanari, sono le costruzioni religiose che avevano lo scopo di provvedere al benessere spirituale.
Come i mulini, anche gli edifici religiosi sono situati in una grande varietà di luoghi: le chiese nei paesi, le chiesette e le verginine nelle zone più remote del bosco, sui sentieri e sulle mulattiere. A differenza dei mulini, comunque, il luogo della loro ubicazione non veniva scelto per motivi pratici o avvantaggiandosi della naturale conformazione fisica del terreno, ma perché a tale luogo si attribuiva un particolare valore spirituale.
Poiché le origini di tali attribuzioni in molti casi si sono perdute col passare dei secoli, non è sempre possibile risalire al motivo per cui certe costruzioni religiose siano sorte in quel determinato luogo.
Le verginine spesso venivano santificate dalla tradizione locale, le chiesette di solito si costruivano o perché il luogo era ritenuto sacro per qualche motivo particolare o perché in quel luogo c'era stata prima una verginina che conteneva una immagine ritenuta miracolosa. In questo caso nella piccola chiesa veniva talvolta conservata l'immagine originaria.

Le chiesette come costruzioni in sé sono molto semplici. Sono costituite da un'unica navata e ogni elaborazione architettonica è presente solo sulla facciata. Si differenziano dalle case e dalle capanne che appartengono alla solita categoria di archetipi, per motivi molto semplici: i materiali con i quali venivano costruite erano scelti con più cura ed erano della migliore qualità che si potesse trovare, ed anche la loro lavorazione era di ottimo livello. Quegli anonimi costruttori lavoravano i materiali che solitamente reperivano sul luogo con l'abilità che era stata loro tramandata dalle generazioni precedenti, ma nel costruire gli edifici religiosi ponevano una sincera devozione spirituale, sommando la loro capacità alla scelta di materiali di prima qualità. Tutto ciò pone questo tipo di edifici in una categoria diversa da quella delle costruzioni precedentemente descritte.
Essi venivano costruiti con grande consapevolezza poiché erano concepiti per glorificare un duraturo ideale spirituale e non per soddisfare una necessità fisica.

Edifici religiosi

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