TavianoTaviano

Nicola Giuntoli
in "Storie della Sambuca" 2001

 

Nel punto in cui alcuni costoni rocciosi contrapposti obbligano la Limentra occidentale a piegarsi in un'ansa profonda, si trova il paese di Taviano, ad una quota di poco superiore ai 500 metri sul livello del mare.

Fitti boschi cedui rivestono quasi interamente le pendici dello stretto e profondo fondovalle: nei punti in cui esse appaiono nude gli strati di arenaria mostrano il calco di fondali marini risalenti ad oltre 20 milioni di anni fa. Il paese è formato da nuclei disposti sulle due sponde del torrente, intorno alle strade che stanno alla base della sua origine: l'attuale strada statale 64 "Porrettana", la comunale per Badi e Treppio, le ripide mulattiere che salgono a Castello di Sambuca, a Bubbiana, a Serra di Bocchio ed a Caviana.

La convergenza di tutti questi itinerari, in un punto nel quale la ridotta ampiezza del corso della Limentra favoriva il passaggio da una sponda all'altra, è la ragione che l'ha fatto nascere e che l'ha portato a diventare il centro amministrativo del Comune.

Sul versante di sinistra, all'arrivo della mulattiera selciata per Castello fiancheggiata da una gora che deriva l'acqua dalla Limentra, vi è il nucleo del Mulino, detto anche Vaticano perché abitato, agli inizi del Novecento, da famiglie molto religiose. Forse nello stesso luogo in cui si trovava un antico mulino con gualchiera di proprietà della comunità di Sambuca, citato a partire dall'anno 1085 col nome di Miracula, confinante con flumen Limentra et via.

Al di là del torrente, scavalcato da un bel ponte ad arco, c'è il gruppo di case denominato Albergo, dove ha funzionato una stazione di posta ed un antico albergo a partire dal 1500, a servizio della strada che univa Pistoia a Bologna, forse nello stesso edificio che fu ironicamente chiamato, in anni più recenti, Palazzo Roosevelt. Sulla piazzetta che lo fronteggia si affaccia anche la settecentesca chiesetta a pianta centrale dedicata a Sant'Antonio, di proprietà della stessa famiglia che abita il palazzo.

Dietro di essa scorre la statale 64 fiancheggiata da strette ed alte case addossate al pendio roccioso fino al punto in cui si stacca la via per Badi e Treppio ed inizia il nucleo della Dogana, così detto per la presenza dell'antica dogana granducale: il confine fra Pistoia e Bologna, sul versante destro del torrente, non è molto distante.

Per la Salegata, tratto lastricato in salita dell'antica strada per l'Emilia, si raggiunge Taviano Vecchio, ritenuta la parte più antica del paese, confinata fra la Limentra e la forra che scende dal Monte Tosa.

Qui nacque, in una casa molto antica..., di famiglia non ricca ma di una certa agiatezza... il prof. Michele Barbi, letterato insigne, scrittore accreditatissimo, dantofilo principe; lo ricorda una lapide murata presso la cancellata dell'edificio al numero civico 51, tuttora proprietà degli eredi del filologo.

Sulla strada statale, oltre il ponte di Taviano, a nord del quale sono visibili i resti di quello più antico, di fronte alla Dogana, ancora qualche gruppo di case: Ca' della Checca, Ca' della Vecchia, e poi la Fontana di Bilano, all'imbocco della mulattiera che sale a Bubbiana.

Taviano Sulla sponda sinistra della Limentra, ai piedi del costone su cui sorge il Castello di Sambuca, al posto di una vecchia cava di pietra, fu costruito il palazzo municipale con il diretto concorso più o meno volontario della popolazione anche dei paesi vicini, toscani e non. Fu inaugurato il 4 novembre 1934, al tempo del Podestà Ilio Lenzi, pochi anni prima della disastrosa piena che sconvolse il paese.

Il grande edificio, oltre agli uffici comunali, ha ospitato nel corso degli anni la scuola elementare, la caserma dei carabinieri, ambulatori medici, la banca, l'ufficio postale e dei piccoli alloggi destinati agli insegnanti ed al segretario del Comune. Accanto ad esso fu costruito un ampio salone per feste e spettacoli.

Dal grande piazzale antistante, attraverso una rampa, è agevole accedere al greto del torrente che in questo punto ben si presta ai giochi dei bimbi nella bella stagione.

Il paese occupa una posizione raggiungibile da tutte le principali località della Sambuca, con percorsi più o meno lunghi e tortuosi. Infatti si trova lungo la più importante arteria stradale che attraversa il Comune e unisce molti suoi paesi, nel punto su cui converge la strada di collegamento con le valli della Limentra orientale e della Limentrella. Ciò ha favorito il consolidarsi del suo ruolo quale centro amministrativo, dopo l'abbandono di Castello di Sambuca da parte delle sedi comunitarie, avvenuto negli ultimi decenni dell'Ottocento, a discapito di Pavana che fu sede comunale finché non venne costruito il nuovo Municipio.

Durante il XX secolo Taviano ha subito gravi offese da parte della natura e degli uomini, il cui ricordo è monito della precarietà degli equilibri naturali e della relatività dei destini umani. Nell'autunno del 1937 una spaventosa alluvione spazzò via il ponte ad arco in pietra, costruito pochi anni prima per raggiungere il piazzale del Comune, assieme ad un lungo tratto della strada statale, e cancellò gli orti fra le case della Dogana e il corso della Limentra.

Sette anni dopo, le truppe tedesche in ritirata fecero saltare i ponti e le case vicine, per sbarrare il passo alle truppe alleate. Infine, il sedici ottobre del 1962 il crollo parziale di una parete rocciosa travolse la casa al bivio per Badi, seppellendo l'ostetrica comunale, il marito e la loro bambina.

Da Taviano è possibile incamminarsi per ogni tipo di escursione. Salire al Convento di Santa Maria del Giglio, percorrendo una bella mulattiera lastricata che si snoda su per il monte, e ridiscendere a valle, lambendo il borgo in rovina di Bubbiana e attraversando i suoi vecchi campi invasi dal bosco. Oppure proseguire da Castello di Sambuca per Pavana, o per Casa Bettini, verso nord, o per Casale, Posola, Campeda, Lagacci, Frassignoni o il valico della Collina a sud. Sul versante destro della valle, sì può salire verso il Poggio di Badi e Moscacchia; o raggiungere Monte La Tosa passando per Ca' di Neca e Serra di Bocchio.

Per Falabuia, Caviana, Case Mignani si arriva al valico sotto l'Uccellaia, a quota 1087, per poi scendere a Treppio o dirigersi, lungo il crinale fra la Limentrella e la Limentra di Sambuca, verso Casa Sarti, dove vive un gruppo di "Elfi", e proseguire per la Cerchiaia, Pianezzi, Poggio Scalocchio, Poggio Moscona e Badia a Taona. Anche il fiume, nei periodi di magra, offre occasioni di esplorazioni risalendo il verso della corrente fino al Ponte Nuovo, dove una piccola costruzione realizzata con bottiglie di vetro regala sensazioni impensate. Presso la sponda della Limentra, in questo tratto, sgorga dal monte l'acqua assai apprezzata della sorgente del Catinino.

A Taviano i villeggianti trovano presso il Municipio, oltre all'ufficio postale ed agli ambulatori medici distrettuali, una graziosa e accogliente trattoria a gestione familiare ed uno spazioso bar, sede di tornei di biliardo e ritrovo per tutti gli abitanti della vallata.

In estate il Comitato Volontario per lo Sviluppo Turistico anima le giornate dei bambini con giochi e iniziative nel piccolo parco sulle sponde della Limentra, ai piedi del piazzale comunale, e vivacizza le serate con balli e specialità culinarie, oltre a organizzare qualche iniziativa culturale volta al recupero ed alla valorizzazione delle tradizioni e delle umili ricchezze locali. In autunno, con il profumo delle caldarroste e dei necci attira golosi da ogni parte.

Taviano


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