Lagacci Lagacci

di Piero Balletti
in "Storie della Sambuca" 2001

Borgata situata sul versante destro della valle del Reno ad una quota di 710 metri. Ha una cinquantina di residenti ed è collegata con strada asfaltata alla statale Traversa di Pracchia, da cui dista un paio di chilometri. Il paese è molto frequentato da turisti e villeggianti nel periodo estivo e nei fine settimana, per l'amena posizione, il verde dei suoi boschi e la purezza delle sue acque. La zona in cui Lagacci si trova da un punto di vista litologico è costituito da un flysch arenaceo alternato con siltiti (formazione di monte Cervarola-Macigno).

Tale substrato è favorevole alla vegetazione del Castagno, diffuso fino alla quota di 900-1000. In tale fascia, nelle zone ove la coltivazione del Castagno in passato non fu effettuata, troviamo la "macchia", cioè cedui di Roverella, Cerro, Orniello, Carpino nero, Castagno selvatico. Il paese è posto in un pianoro sovrastato verso l'alto da una ripida rupe, denominata il Grotto. E' suddiviso nei seguenti nuclei: Casa Pagnotta, il Piano, il Puggiòlo, Lagacci propriamente detto; le prime case del paese che si incontrano provenendo da Biagioni sono quelle del Borgo, nel quale si differenziano alcune edifici denominati Il Campone. Del Pudirolo, posto in un castagneto lungo la mulattiera per Frassignoni, rimangono oggi solo rovine.

Secondo la tradizione il pianoro in cui Lagacci si trova sarebbe stato generato dall'accumulo di materiali provocato, da una grande slavina. Il fenomeno, sbarrando il corso di alcuni ruscelli, avrebbe provocato il formarsi di alcuni laghetti, i quali sarebbero all'origine del nome del paese stesso.

Lagacci è citato la prima volta nel Catasto Granducale del 1587, ma è certamente più antico di tale data. La chiesa sorse nel settecento come oratorio dedicato a San Michele di Stagno, nella giurisdizione della pieve delle Capanne. Divenne parrocchia nel 1785 per decreto del vescovo Scipione de' Ricci, con il titolo di San Prudenzio. Attualmente appartiene alla parrocchia di Pracchia. La festa di Lagacci si svolgeva, e si svolge tuttora, per Santa Maria, il giorno di Ferragosto. Nel centro del paese è attivo un pubblico locale, gestito dalla Pro loco, che effettua servizio di bar e, a richiesta, di ristorante. Alcuni castagneti sono ancora coltivati, cioè vi si effettuano lavori di potatura degli alberi e di ripulitura del sottobosco. Fra gli altri il Campo di Marco e i Castagnoli, immediatamente a monte del paese, la Piaggiòla sopra il Campone, la Casettina. Un solo essiccatoio, a Casa Pagnotta, è ancora funzionante. Alcuni residenti seccano ancora castagne che vengono poi fatte macinare nei mulini ad acqua di Randaragna o di Fossato.

In zona Fontanacci e Casettina, a monte di Lagacci, il bosco si apre in ampie radure con seminativi, pascoli, in cui sono presenti edifici murali ancora parzialmente utilizzati, sia come deposito di attrezzi e materiali, sia per l'allevamento familiare dei conigli. Tali zone sono particolarmente suggestive ed offrono un'ampia veduta sull'altra parte della valle: il monte Cocomero in particolare e la valle del Randaragna con le sue borgate. Da queste località percorrendo strade campestri si può salire alla Strada della Faggeta: questa è una lunga strada di crinale che collega il Crocione a monte di Pòsola con il passo della Collina aggirando ad occidente il Poggio alle Porte (m 1189) ed il Monte Pidocchina (m 1296).

Ponte

Si propongono alcune possibili escursioni:

  • Lagacci-Fonte del Fosso di Rosa - Casettina - Campi di Galliano - Pellegrini - Capannone - Strada della faggeta - Monte Pidocchina (2h)
  • Lagacci - Casa della Brigida - Fontanacci - Strada della Faggeta - Veduta sopra la Forra del Cinghione (1h 30m).
  • Lagacci - Pudirolo - Casa Martinelli - Frassignoni (1h)
  • Lagacci - Puggiòlo - Casetta dei bùssoli - Canal di Sasso di sotto - Canal di sasso (1h 30m)

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