Raccolta riservata dei tartufi

Ultima modifica 8 luglio 2021
Oggetto della prestazione

Riconoscimento del diritto di raccolta riservata dei tartufi, nelle tartufaie "coltivate" ed in quelle "controllate".

Nel Territorio Regionale, il diritto di raccolta riservata è riconosciuto sulle tartufaie coltivate e/o su quelle controllate previa autorizzazione.
Il diritto di raccolta riservata dei tartufi, nelle tartufaie "coltivate" ed in quelle "controllate" compete ai titolari della loro conduzione; tale diritto consente la raccolta di qualunque specie di tartufi, purché le aree tartufigene siano state preventivamente autorizzate e risultino determinate da apposita tabellazione. Le tabelle di cm. 20x30 con scritta nera su fondo bianco, poste ad almeno 2,50 metri di altezza dal suolo, devono essere collocate lungo la perimentazione del terreno destinato a tartufaia ad una distanza da essere visibili da ogni punto d'accesso e, in particolare, che da ogni cartello sia visibile il precedente e il successivo. La scritta, a stampatello e ben leggibile da terra dovrà specificare quanto segue: "Raccolta di tartufi riservata. attestazione Comunale n. ...

Per tartufaie "controllate" si intendono le tartufaie naturali migliorate con opportune pratiche colturali ed incrementate con la messa a dimora di idonee piante arboree ed arbustive tartufigene, preventivamente micorrizate, senza alterare o distruggere gli equilibri degli ecosistemi tartufigeni preeesistenti. Per opportune pratiche colturali si intendono gli interventi di salvaguardia e miglioramento della efficienza produttiva della tartufaia naturale preesistente, nonchè di tutela dell'ecosistema nel suo complesso, scelti, fra questi, in relazione alle caratteristiche econologiche della tartufaia.
E' considerata operazione di incremento di tartufaia naturale, l'inserimento, senza danneggiamento della stessa, di piantine tartufigene di specie idonea, preventivamente micorrizate, nella tartufaia naturale da migliorare od in prossimità della stessa, in terreno vocato, in numero non inferiore a 30 piante/ha.

Per tartufaie "coltivate" si intendo quelle costituite da impianto ex-novo di piante tartufigene, preventivamente micorrizate, in numero non inferiore a 100 piante/ha. Detti impianti dovranno essere realizzati in ambienti vocati, evitando il danneggiamento o la distribuzione di tartufaie naturali produttive preesistenti.

Requisiti che devono essere posseduti dal richiedente

Possono fare richiesta i titolari della proprietà od altro diritto di legittimazione alla conduzione dell'area interessata alla coltivazione o dalla tartufaia controllata.

Modalità di richiesta

Richiesta scritta secondo la modulistica SUAP.

Modalità e tempi di erogazione del servizio

Si effettua l'istruttoria del progetto procedendo alla verifica dei contenuti e della rispondenza delle indicazioni con la normativa vigente, dando comunicazione dei risultati ai richiedenti entro e non oltre 60 giorni dalla presentazione della domanda. In caso di approvazione del progetto stesso viene autorizzato l'inizio dei lavori che devono essere ultimati entro 18 mesi.

Il riconoscimento del diritto di raccolta riservata verrà rilasciato al termine dei lavori, a richiesta dell'avente titolo e dietro presentazione della seguente documentazione:
a) dichiarazione di ultimazione dei lavori e di impegno alla conduzione della tartufaia per gli anni successivi come da piano di coltura e conservazione;
b) attestato della ditta fornitrice dalla quale risulti che le piante tartufigene da destinare all'impianto sono micorrizate con le specie indicate;
c) attestato di controllo delle piantine preventivamente micorrizate da porre a dimora nella tartufaia rilasciato dall'ARSIA, entro 60 giorni dalla richiesta e comunque entro tempi tecnici utili per la loro messa a dimora, sulla base di una metodologia definitiva ed approvata dalla Giunta Regionale.

Verificata  la validità della documentazione di cui al punto precedente ed entro 60 giorni dalla presentazione della stessa, viene rilasciata l'attestato di riconoscimento, dandone comunicazione anche agli organi di vigilanza e controllo territorialmente competenti, preposti alla specifica sorveglianza.

L'attestato ha validità di 5 anni a far data dal rilascio dello stesso ed è comunque rinnovabile a domanda dell'interessato entro i termini di scadenza della stessa.
L'attestato può essere revocato quando vengono meno i presupposti in base al quale è stato rilasciato.

In caso di risposta negativa alla richiesta di rinnovo da parte del Comune, l'attestazione si ritiene scaduta dal momento della comunicazione dell'esito negativo dell'istruttoria dell'interessato.

Documentazione da presentare

Primo Rilasco

Alla domanda dovrà essere allegato un progetto esecutivo contenente la seguente documentazione:

a) mappa catastale particellare in duplice copia dell'area interessata dalla tartufaia;
b) documentazione idonea a comprovare il titolo della proprietà od altro diritto di legittimazione alla conduzione dell'area;
c) relazione tecnica comprendente:
- superficie ed indicazione delle particelle catastali interessate dall'intervento;
- descrizione delle caratteristiche ecologiche dell'area (terreno, vegetazione, microclima);
- interventi tecnici e colturali che si intendono effettuare sulle singole particelle interessate, con evidenziazione cartografica degli stessi;
- durata presunta per l'esecuzione degli interventi previsti;
- indicazione del vivaio di approvvigionamento delle piantine micorrizate;
- piano di coltura, conservazione e gestione della raccolta per gli anni successivi all'impianto della tartufaia coltivata e/o controllata.

Rinnovo

La domanda di rinnovo deve contenere i seguenti elementi:
- gli estremi dell'attestazione precedente;
- le generalità del richiedente;
- l'elenco delle particelle catastali interessate, se non già in possesso dell'Amministrazione Comunale;
- l'autocertificazione del titolare attestante il titolo della proprietà od altro diritto di legittimazione alla conduzione della superficie interessata, avente validità almeno per la durata dell'attestazione (5 anni);

Alla domanda deve essere allegata:
1) una relazione tecnica contenente:
- l'illustrazione dello stato attuale della tartufaia;
- un piano di coltura o conservazione della tartufaia per gli anni successivi, con l'illustrazione degli interventi necessari alla conservazione da attuarsi nei successivi 5 anni e l'indicazione delle particelle catastali interessate da tali interventi;
- una planimetria catastale con l'individuazione dell'area interessata, se non già in possesso dell'Amministrazione Comunale.
- In caso di variazione del titolare, la documentazione idonea a comprovare il titolo di proprietà od altro diritto di legittimazione alla conduzione dell'area.
- Nel caso di variazioni in più della superficie e solo per le superfici di nuova introduzione deve essere presentata una nuova domanda con le procedure di cui all'art. 6 della L.R. n. 50/95

Contributi a carico dell'utente

Per ogni anno di validità del tesserino, il raccoglitore è tenuto al versamento annuale di €. 92,96 da effettuarsi prima dell'inizio dell'attività di ricerca e raccolta sul C/C n. 18805507, intestato alla Regione Toscana - Tesoreria Regionale, riportando la causale Tassa per l'esercizio ricerca e raccolta tartufi.
Tale versamento ha validità sino al 31 dicembre dell'anno di riferimento.  Il pagamento della tassa per l'esercizio alla ricerca e alla raccolta del tartufo non è dovuto per l'anno solare, in caso di non esercizio.

Eventuali note per l'utente

Sono incaricati dell'accertamento e della contestazione delle infrazioni gli agenti dipendenti dagli Enti locali, le guardie addette ai parchi nazionali e regionali, gli Agenti del Corpo Forestale dello Stato, gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria, le guardie ambientali volontarie (GAV), gli organi di vigilanza e ispezione delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) nonché, limitatamente alle aree oggetto di raccolta riservata, le guardie private riconosciute ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Competente alla irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla L.R. n. 50/95, è la Provincia nel cui territorio è stata commessa l'infrazione.

A seguito della scadenza dell'attestazione, senza che sia stata presentata domanda di rinnovo, il diritto di raccolta non è più riconosciuto.
In caso di mancata presentazione della domanda di rinnovo dell'attestazione del diritto di raccolta riservata entro i termini e qualora il titolare voglia far valere il diritto di riserva di raccolta, deve essere presentata nuova domanda di riconoscimento.
Nel caso di scadenza dell'attestazione, il titolare è tenuto a rimuovere a proprie spese le tabelle di raccolta di tartufi riservata collocate lungo la perimentazione entro i 30 giorni successivi alla data di scadenza dell'attestazione, trascorso tale termine il Comune e gli organi di vigilanza e controllo sono tenuti a verificare che l'area interessata non sia tabellata. La mancata rimozione delle tabelle è punita con una sanzione da euro 774,69 a ad euro 7.746,85 (art. 21, comma 1, lettera o della L.R. n. 50/95).
 
Reclami, ricorsi e opposizioni
Reclami possono essere presentati all'Ufficio Competente o, per scritto, indirizzandoli al Sindaco e specificando in modo chiaro le ragioni che si intende far valere od i diritti che si ritengono violati.

Avverso il provvedimento conclusivo può essere proposto ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione del provvedimento stesso, oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni dalla comunicazione del provvedimento.

Aggiornata al Novembre 2003

Leggi e norme di riferimento

Legge Regionale 11.4.1995 n.50

Responsabile del procedimento Francesco Arch. Copia
Allegato Scarica il file allegato

Legge Regionale 11.4.1995 n.50